venerdì 25 febbraio 2022

Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (d4)

𝑳𝒆𝒇𝒕  •  B e n i g n i  (2 0 2 2)  •  I l  m o n d o  h a  a n c o r a  b i s o g n o  d i  p o e t i  •

•  Cosa ha scritto o creato, se lo ha fatto, durante il lockdown? Ho visto alcune foto della sua recente mostra ‹Il teatro del tempo› che ho trovato estremamente interessante e profonda. L’unione tra fotografia e poesia ha dato vita a un nuovo, significativo e luminoso linguaggio. Continuerà su questa strada di ricerca artistica?

Durante il lockdown, ho realizzato diverse opere sia poetiche che fotografiche, ma anche di fusione fra queste due forme. Al Pearl Museum di Shanghai ho organizzato una mostra d’arte che comprendeva la commistione di diversi linguaggi: fotografia, poesia e musica unite in un connubio unico e irripetibile. Fra librerie e sale espositive sono riuscita a rompere i tradizionali confini tra diversi “ambiti” artistici, permettendo a un genere di nicchia come quello della poesia di entrare in contatto con un più vasto pubblico. Ho anche collaborato con una famosa compagnia di danza contemporanea cinese, la Tao Dance Theater (‹Tao Shenti Juchang› 陶身体剧场) in una performance congiunta di danza e recitazione poetica che, anche per la bellezza dell’ambiente (Aranya Gold Coast 𝑛𝑑𝑟), ha permesso di trascendere i limiti spazio-temporali, arrivando a dare la sensazione di fondersi intimamente con la natura del cielo e della terra, dando vita a un tipo di dialogo totalmente nuovo.

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Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (…d3a)

𝑳𝒆𝒇𝒕  •  B e n i g n i  (2 0 2 2)  •  I l  m o n d o  h a  a n c o r a  b i s o g n o  d i  p o e t i  •

[⇐]  La lingua della poesia classica cinese è la più raffinata in assoluto. Perciò, non possiamo escludere la possibilità di un futuro ritorno in auge della poesia, che potrebbe, forse, avvenire per mezzo di modalità espressive totalmente diverse da quelle a cui siamo abituati. Nonostante ciò, la Cina resta comunque un Paese di poeti. In passato, saper scrivere poesie significava poter intraprendere la carriera di funzionario. È una tradizione profondamente radicata nel cuore dei cinesi, ragion per cui ci sarà sempre uno sparuto gruppo di amanti della poesia. Va detto, però, che in Cina questo “sparuto gruppo” è ancora molto influente, tanto da permettere alla poesia contemporanea di continuare a esistere. Ne è un esempio la nostra esperienza alla La notte bianca: una volta, abbiamo proposto a un folto pubblico la recitazione di poesie e il risultato è stato più che positivo, ci siamo infatti resi conto che ad apprezzare la poesia siamo ancora in tanti. Dunque, penso che anche in questo caso si tratti di una questione di punti di vista: portare la poesia nello spazio pubblico è di fondamentale importanza per allargarne i confini, permettendone diffusione e apprezzamento oltre il limite dei “piccoli circoli”. Se trattata con la giusta importanza, è in grado di entrare nel cuore delle persone, mentre se trascurata, è destinata a rimanervi al di fuori (‹xin zhi wai› 心之外).

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Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (d3…)

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•  Nell’era dei “big data” (‹dashuju shidai› 大数据时代) la poesia può ancora esistere? Il mondo ha ancora bisogno dei poeti? Questo tipo di società è ancora in grado di apprezzare l’arte?

Non si tratta di un qualcosa che riguarda solo la Cina, ma il mondo intero: l’esplosione di internet insieme allo sviluppo del cinema e della televisione hanno portato alla diffusione di una società che “legge le immagini” (‹dutu› 读图) in cui le persone vogliono soltanto guardare delle cose che siano intuitive, per le quali non bisogna usare troppo il cervello (‹butai dongnaozi de› 不太动脑子的), trasparenti e da dimenticare velocemente una volta viste, “guarda e getta” (‹kan le jiu wang› 看了就忘). In una simile situazione, si pensa che le arti visive riceveranno sempre maggiore interesse e attenzione, raggiungendo un elevato grado di apprezzamento, mentre, al contrario, saranno sempre meno apprezzate quelle forme letterarie complesse, ricche di giochi di parole, pensieri profondi e metafore, dato che le persone sono sempre meno pazienti. Per non parlare di quei discorsi lunghi e profondi (‹changpian dalun› 长篇大论) che ormai nessuno ha più voglia di leggere o di sentire. Tuttavia, ha preso piede una certa interpretazione della questione, che secondo me è estremamente interessante: secondo alcuni l’era dei big data è forse proprio quella in cui la poesia può godere di maggior accettazione poiché i social ci obbligano a esprimerci entro un limite di non più di qualche centinaio di caratteri con i quali dobbiamo riuscire a essere il più chiari possibile, raffinando la lingua a un livello pari soltanto a quello poetico.  [⇒]

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Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (d2)

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•  Si può ancora parlare al giorno d’oggi di “letteratura underground”?

La “letteratura underground” (‹dixia wenxue› 地下文学) è un fenomeno che non ha mai smesso di esistere: mentre negli anni Ottanta era legato a motivazioni ideologiche, a partire dagli anni Novanta dipende invece da questioni di mercato. È molto difficile al giorno d’oggi che una casa editrice decida di pubblicare raccolte di poesie, soprattutto se si tratta di autori emergenti ai quali spesso non rimane altra scelta che quella dell’auto-pubblicazione. Negli ultimi anni, per le ragioni che dicevamo, la poesia si trova ad avere sempre meno lettori e sempre meno case editrici disposte a pubblicarla. Perciò, credo che la letteratura non ufficiale continuerà ad esistere, e si diffonderà ancor più che in passato.

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Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (…d1a)

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[⇐]  Questa formulazione, dunque, subisce due tipi di discriminazione: da una parte c’è quella di un trito pensiero maschile, dall’altra quella perpetrata dalle donne stesse che mettono da parte la propria identità di genere e scendono a compromessi. Nonostante in generale, in Cina, la questione di genere sia sicuramente migliorata negli anni, la realtà è che a ogni dieci passi in avanti, ne corrispondono cinque indietro, rendendo questo cammino particolarmente impervio. Tuttavia, ciò che mi consola è che il gruppo di poetesse che si identifica con la “poesia femminile” continua a fare progressi, tenendo conto dei nostri punti di forza, abbracciando la propria identità di donna e facendone la pietra fondante per creare standard letterari innovativi. Una visione e un punto di vista puramente femminili sono caratterizzati e nutriti da sensibilità e sottigliezza di pensiero e di osservazione; tutti questi elementi, di cui ogni donna ha esperienza, sono in un certo qual modo associabili al pensiero filosofico orientale, ma non è detto che facciano parte di una determinata cornice del passato, mentre invece sono utili in un particolare tipo di scrittura femminile.

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Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (d1…)

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•  Qual è oggi in Cina la situazione generale della “poesia femminile”? E quali sono secondo lei i cambiamenti maggiori rispetto al passato?

Ho letto il testo di un’importante critica letteraria che apprezzo, in cui diceva che il lato positivo dell’occuparsi di Women’s studies è quello di avere continuamente la possibilità di scoprirsi e di riflettere sulla propria identità; il lato negativo è che in molti pensano che tu sia in grado di occuparti soltanto di questo tipo di studi. Alla fine, però, ha anche rilevato che non c’è una regola fissa e che non è detto che le scrittrici debbano occuparsi necessariamente del proprio essere donne né degli studi di genere. Le sue parole un po’ rattristano perché fin dalla nascita della “poesia femminile” a metà degli anni Ottanta, c’è sempre stato questo tipo di divisione. Riguardo alla questione genere, negli ultimi quarant’anni, non sono stati fatti molti passi in avanti, anzi, sono addirittura stati fatti degli impercettibili ma significativi passi indietro. Molte scrittrici, proprio per evitare questa etichetta maschile del “possono solo occuparsi di studi femminili” (‹zhi neng zuo nüxing yanjiu› 只能作女性研究), preferiscono nascondere, svilire, la propria identità di donne. È per questa ragione che molte autrici, oggi, rifiutano l’etichetta di “scrittura femminile” (‹nüxing xiezuo› 女性写作).  [⇒]

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giovedì 24 febbraio 2022

Left (2022, n. 7) • Il mondo ha ancora bisogno di poeti (a1-2)

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Zhai Yongming è fra le poetesse cinesi più importanti del panorama odierno. Nel 1984, attraverso le istanze avanguardiste e femministe della raccolta ‹Donna›, lancia una sfida senza precedenti al tradizionale discorso maschile, divenendo madre della “poesia femminile” cinese, dando vita a quello spazio “tutto per sé” in cui finalmente essere ed esprimersi liberamente. Negli anni Novanta, con uno stile narrativo-teatrale, osserva sia la realtà quotidiana che la storia del passato, soprattutto dal punto di vista dell’immagine della donna. Dagli anni Duemila, scrive poesie sulla società contemporanea, dedicandosi anche all’arte con installazioni e progetti innovativi, in cui fonde poesia e altri linguaggi. Nel 1998 apre il caffè La notte bianca, importante centro artistico-culturale a Chengdu, la città dove è nata nel 1955.

Zhai Yongming ha accettato con grande disponibilità ed entusiasmo a [=di?] rispondere ad alcune mie domande.

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